Le stelle, se le guardi, non vogliono cadere

10-Aug-2016

 

Fin da bambina, la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti, mi è sempre piaciuta. Forse perché era una notte d’estate solitamente trascorsa in riva al mare con gli amichetti di allora, o forse perché avevi la speranza che si potessero avverare i desideri espressi alla vista di quei luccichii in movimento o forse, anzi, quasi sicuramente, perché ho sempre trovato sorprendente e affascinante l’immensità del cielo stellato presente sopra alle nostre teste.

Osservando il cielo durante le notti estive tra la fine di luglio e la metà di agosto, si può infatti vedere il fenomeno delle Perseidi, quelle che comunemente chiamiamo stelle cadenti, con un picco di visibilità tra le notti dell’11 e del 13 di agosto.

 

Ma cosa sono le Perseidi e perché si osservano proprio in questo periodo?

 

Le Perseidi sono uno sciame meteorico, ovvero un insieme di meteore costituite da frammenti di una cometa che si incendiano quando attraversano l’atmosfera terreste.

In generale, gli sciami meteorici, altresì detti piogge meteoriche, si verificano quando la Terra, durante il suo moto di rivoluzione attorno al sole, interseca l’orbita di una cometa o di un asteroide che, al suo passaggio, ha lasciato dietro di sé, una scia di detriti. Entrando in contatto con l’atmosfera terrestre, i frammenti residui di tali corpi celesti, essendo dotati di una certa velocità, bruciano a causa dell’attrito con l’atmosfera terrestre, e producono scie luminose, dando origine a quelle che a noi sembrano stelle cadenti.

Questi fenomeni, che si hanno sempre nello stesso periodo dell’anno poiché la Terra attraversa le orbite delle comete sempre nel medesimo periodo, prendono spesso i nomi dalle costellazioni da cui sembrano provenire le stelle cadenti.

Le Perseidi, in particolare, sono generate dai frammenti della cometa “Swift-Tuttle”, che è passata vicino alla Terra l’ultima volta nel 1992 (la prossima volta che si avvicinerà nuovamente al nostro pianeta sarà nel 2126) e che ha lasciato nella sua orbita detriti e frammenti di particelle. Quest’ultimi, al passaggio della Terra in prossimità dell’orbita della cometa, transito che avviene nel periodo estivo tra la fine di luglio e la metà di agosto, bruciano e generano le scie luminose chiamate Perseidi. Il nome deriva dalla costellazione di Perseo, poiché le stelle cadenti sembrano provenire proprio da questa costellazione.

 

Durante il periodo estivo sopra citato, rivolgendo quindi lo sguardo verso Perseo, è possibile osservare il fenomeno delle Perseidi, con un picco meteoritico attorno al 12 agosto, quando in una sola ora si riescono a vedere ad occhio nudo fino ad un centinaio di stelle cadenti.

 

Dove si vedono meglio?

 

Per osservare al meglio questo fenomeno, è necessario allontanarsi dai centri abitati che, con il loro inquinamento luminoso, impediscono l’osservazione della volta celeste e delle deboli luci provenienti dalle stelle. Per le Perseidi, la notte più “attiva” è quella tra l’11 e il 12 di agosto e, nel 2016, le ore migliori saranno quelle dopo l’1 di notte, quando la luna sarà tramontata e non disturberà, riflettendo la luce solare, l’osservazione delle stelle cadenti. Con lo sguardo rivolto all’insù e in particolare a sud-est, dove è posizionata la costellazione di Perseo, sperando nell’assenza di nuvole, potremo allora godere dello spettacolo delle stelle cadenti. Non abbiate però fretta di vederle, dal momento che l’occhio umano impiega circa 45 minuti per abituarsi alla condizione di buio.

 

Ma perché si esprime un desiderio alla vista di una stella cadente?

 

In Italia, le Perseidi sono note anche come Lacrime di San Lorenzo, festeggiato il 10 agosto, giorno della morte di San Lorenzo Martire, avvenuta per mano dei romani il 10 agosto del 258 d.C..

Pur non essendo certi di come morì, si dice che il diacono di Roma Laurentius (Lorenzo) venne martirizzato, bruciato sulla graticola messa a fuoco. Le stelle cadenti osservate nella notte di San Lorenzo rappresentano quindi le lacrime infuocate del Santo arso vivo e che continuano a diffondersi nel cielo sotto forma di scie luminose, oppure ricordano i carboni ardenti dove fu sacrificato.

Già per le antiche mitologie orientali, greche e latine, le stelle cadenti erano considerate le lacrime delle divinità che piangevano per disastri già avvenuti o annunciati.

È stata la tradizione popolare cristiana a trasformare in positivo la vista delle stelle cadenti durante la notte di San Lorenzo: ricordando il sacrificio del diacono, alla vista di una stelle cadente, si può infatti chiedere una grazia od esprimere un desiderio.

 

E negli altri periodi dell’anno?

 

È possibile osservare sciami meteorici anche in altri periodi dell’anno. Il pianeta Terra, durante il suo moto di rivoluzione attorno al sole, si trova infatti ad attraversare le orbite di altre comete o di altri asteoridi. Le piogge meteoritiche più conosciute, essendo anche quelle maggiormente visibili, sono le Leonidi, osservabili verso metà novembre, le Geminidi a metà dicembre o le Quadrantidi a metà gennaio. Un’intera lista degli sciami meteorici, accompagnati dal calendario riportante il periodo di visibilità, è presentata sul sito dell’Organizzazione Internazionale delle Meteore (http://www.imo.net/). In tutti i periodi dell’anno, condizioni meteo permettendo, è possibile osservare scie luminose generate dai resti delle comete o degli asteroidi che sono passati vicino al nostro pianeta.

 

Sperando quindi che Jovanotti non abbia ragione quando canta “le stelle se le guardi non vogliono cadere”, non ci resta che alzare la testa verso il cielo stellato, osservare affascinati la volta celeste ed esprimere i nostri desideri alla vista di quei fantastici luccichii in movimento.

 

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