• Susanna Di Lernia

L'albero del vicino è sempre più GREEN


Incalzato dalle sorti dei vari “Spelacchio”, "Spezzacchio" e "Rubacchio" (così soprannominati dal web), gli abeti esposti in occasione delle festività natalizie in Piazza Venezia a Roma (rispettivamente nel 2017 e nel 2018) e in Galleria Umberto a Napoli, si è affacciato anche quest’anno il solito dilemma relativo alla sostenibilità degli alberi di Natale.


È più ecologico un albero sintetico o uno naturale?


Partiamo subito dal presupposto che un albero “finto” può essere considerato una soluzione sostenibile esclusivamente se questo verrà riutilizzato per almeno una decina di anni, o comunque il più a lungo possibile.

Buona parte degli alberi artificiali sono realizzati, infatti, con materiali non biodegradabili e provengono da paesi asiatici, perlopiù dalla Cina. Prima di giungere nei nostri salotti, dove verranno addobbati secondo gusti e rituali personali, percorrono diverse migliaia di chilometri liberando in aria, a causa del trasporto, tonnellate di anidride carbonica. Per non parlare del problema dello smaltimento rifiuti: essendo materiali sintetici devono essere trattati come rifiuti speciali.


Al contrario, il taglio di abeti o pini destinati all’utilizzo decorativo nel periodo natalizio, avviene sempre - o comunque dovrebbe essere così - in modo responsabile e rispettando i ritmi naturali di crescita degli alberi. La pianta viene scelta tra quelle mature, quelle in sovrannumero secondo piani di gestione del bosco o della foresta a cui appartiene, utili anche a migliorare l’assetto idrogeologico del territorio.



Prendendo ad esempio il caso di “Spelacchio” e della sua fine ingloriosa, oltre a una possibile rovina dovuta al trasporto forse incauto, è ipotizzabile che la pianta fosse già stressata per la siccità che l'anno scorso aveva colpito il nostro Paese e le piante sottoposte a queste condizioni perdono effettivamente gli aghi più rapidamente dopo il taglio.

L’albero aveva indubbiamente suscitato la simpatia dei romani e non solo e, come sempre più spesso accade, l’ironia del web si era scatenata. Ci sta, ridere è un toccasana per la salute, ma dopo le risate è bene fermarsi un attimo a riflettere sul fatto che anche questi episodi possono rientrare, in ultima analisi, tra le conseguenze del cambiamento climatico in atto.


A voler essere proprio precisi, infine, se quello che ci interessa davvero è l’ecosostenibilità, la scelta tra un albero sintetico o uno vero non è realmente la più “green”. Ci sono soluzioni alternative di gran lunga preferibili.


Posto che l’ideale sarebbe decorare uno degli alberi che già abbiamo, in casa o in giardino, fosse anche questo un cactus, cercando di evitare addobbi troppo pesanti in relazione allo spessore dei rami e preferendo quelli realizzati con materiali naturali come ghiande, pigne, sughero o legno, è possibile anche costruire un albero di Natale ex novo, riciclando ciò che abbiamo già a disposizione (si va dai libri alle bottiglie di vetro).


Se siete a corto di creatività sono comunque sicura che spulciando in rete troverete l’idea che fa per voi, perché le proposte sono davvero tante!!

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