• Susanna Di Lernia

SalviAMO le api



Il 2019 verrà probabilmente ricordato come uno degli anni peggiori per l'apicoltura. Mai come quest'anno le api sono in difficoltà su tutto il territorio nazionale e questa condizione è da leggersi purtroppo come termometro sullo stato di salute dell’ambiente e della biodiversità del nostro pianeta. L'andamento climatico siccitoso del mese di marzo 2019, seguito da un aprile e un maggio caratterizzati da vento, pioggia e sbalzi termici, non ha consentito alle api di trovare il nettare sufficiente da portare nell’alveare. Più in generale, la crisi climatica in atto sta condizionando la sopravvivenza delle api da miele e di tutti quegli impollinatori da cui noi stessi dipendiamo. I nemici delle api e i pericoli che le minacciano sono purtroppo molteplici, a cominciare dai cambiamenti climatici, dai periodi di siccità che si alternano ad altri di violenti rovesci, dall’utilizzo di pesticidi e antiparassitari alla diminuzione dei prati in favore delle monocolture.

L'importanza delle api non riguarda solo la produzione del miele: le api sono responsabili del 75 per cento di ciò che arriva sulle nostre tavole tra frutta, verdura, semi e noci. La produzione di mele, ad esempio, o pere, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine e soia dipende completamente o almeno in parte dalle api. Ma questi insetti sono utili anche per la produzione di carne con l'azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l'erba medica e il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento. Anche la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l'aglio, la carota, i cavoli e la cipolla, si può riprodurre grazie alle api.

Alcune contromisure stanno iniziando a essere adottate. A Parigi, per esempio, è in espansione l’apicoltura urbana: le arnie si trovano sui tetti dei palazzi e, addirittura, all’interno di alcuni edifici pubblici. E anche in Italia ci si sta attrezzando. Le città - può sembrare paradossale - possono mettere in salvo l’insetto impollinatore per eccellenza. Le api, infatti, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, nei giardini pubblici e nelle aree verdi delle metropoli trovano ecosistemi migliori che in alcune zone di campagna perché l’uso dei pesticidi è vietato. Un ruolo fondamentale lo giocano i fiori sui balconi, sui davanzali e al centro delle aiuole. La loro funzione attrattiva ha effetto sulle api anche se i petali sono di piccole dimensioni. L’importante è che siano molto colorati, più appariscenti sono e più l’ape è invogliata a impollinare.

Sempre in Italia, dato il crollo che il settore apicoltura sta attraversando da alcuni anni - e quest’anno in particolare - l’Assessorato all’Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca della Regione Piemonte, ad esempio, sta predisponendo un bando per la concessione di contributi negli interessi a favore degli apicoltori professionali piemontesi, mentre la Regione Liguria attiverà al più presto la richiesta di stato di calamità naturale per il settore dell’apicoltura, a seguito delle gravi perdite registrate quest’anno. Va specificato che le api dipendono ormai quasi esclusivamente dagli apicoltori essendo le api selvatiche in via di estinzione. Ma tutto ciò non è sufficiente e la situazione potrebbe essere destinata a peggiorare.

Riconosciuta l’importanza di questo piccolo ma “grande” insetto, che molti di noi hanno imparato ad amare fin dalla tenera età grazie a fumetti e a serie animate di successo, non sarebbe forse il caso di fare qualcosa di più?

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