• Chiara Paganelli

Volare..oh oh


Vi è mai capitato di prendere un aereo dagli Stati Uniti, per tornare in Europa, e di metterci un tempo di viaggio inferiore a quello impiegato nella tratta di andata? Perché gli aerei volando da ovest verso est impiegano meno tempo a percorrere la medesima distanza che volando in senso opposto?


La risposta a queste domande risiede nell’esistenza delle correnti a getto, jetstream in inglese.


Cosa sono e come sono fatte?


Le correnti a getto possono essere pensate come delle correnti d’aria in rapido movimento che si formano a quote di circa 10-14 km rispetto al suolo, ovvero in alta troposfera e bassa stratosfera.



Nell’emisfero boreale, durante l’inverno, si instaurano due correnti a getto sui confini tra la

cella polare e quella temperata e tra quest’ultima e quella equatoriale. Lungo l’interfaccia tra queste masse d’aria, che hanno caratteristiche fisiche differenti, si genera un movimento d’aria (la corrente a getto) dovuto alla differenza di pressione, a sua volta legata alla differenza di temperatura, delle due celle. Nel momento in cui la massa d’aria fredda si trova a nord rispetto a quella calda, lo spostamento d’aria che si genera è soggetto alla Forza di Coriolis che devia il vento facendo sì che fluisca da ovest verso est lungo il confine tra le due masse d’aria.



Questi flussi d’aria sono grandi un centinaio di km e possono estendersi in lunghezza per migliaia di km, fino a circondare un’intera fascia del pianeta, formando una sorta di cintura attorno al globo. Il loro andamento non è esattamente rettilineo ma per compiere il giro della calotta terrestre compiono fino a 5-6 oscillazioni verso nord e verso sud, seguendo un percorso a serpentina.


Per essere definita corrente a getto, la sua velocità deve essere almeno pari a 50 nodi, ovvero 90 km/h ma solitamente questi venti hanno velocità superiori, comprese tra i 150 km/h e i 250 km/h con punte fino ai 320 km/h e spirano più forte durante la stagione invernale, quando la differenza di temperatura tra le due masse d’aria è maggiore.


Influenza sul clima



Le oscillazioni nord-sud delle correnti a getto sono provocate dalla presenza di grandi barriere montuose: le Montagne Rocciose sono infatti uno dei principali ostacoli che incontrano le correnti a getto nel momento in cui scendono significativamente di quota. Queste oscillazioni influenzano la formazione delle aree ad alta e bassa pressione a quote inferiori: in corrispondenza dei moti discendenti verso sud si formano, per la forza di Coriolis, celle anticicloniche, ovvero zone di alta pressione, con clima bello e secco al suolo; in corrispondenza dei moti ascendenti verso i Poli invece, sempre per la forza di Coriolis, si generano celle a circolazione ciclonica che portano perturbazioni e brutto tempo.


Importanza nel mondo dell’aviazione


Le correnti a getto rivestono un’importanza notevole nel mondo dell’aviazione e, nonostante qualche meteorologo avesse studiato la loro esistenza già agli inizi del 1900, l’interesse per queste correnti di quota aumentò notevolmente con lo sviluppo dell’aviazione di massa, a partire dalla seconda guerra mondiale. Nel 1943 alcuni aerei della RAF (Royal Air Force), durante un raid sulla Francia, raggiunsero rapidamente il loro obiettivo spinti dai venti di coda, che divennero loro sfavorevoli nella fase di rientro e che costrinsero i piloti a paracadutarsi in territorio nemico, a seguito di condizioni di stallo raggiunte dagli aerei proprio a causa dei venti contrari. Analogamente, nel 1944, alcuni bombardieri americani che volavano a quote comprese tra gli 8000 e i 10000 metri, si trovarono a viaggiare a velocità superiore a quanto previsto, spinti dalle correnti a getto e, a causa dell’eccessiva velocità, non riuscirono ad eseguire un bombardamento di precisione e solo una cinquantina delle 1000 bombe colpì i bersagli.


Tutt’oggi la conoscenza delle correnti a getto può essere sfruttata dagli aerei e dalle compagnie aeree: la durata di un volo può infatti diminuire notevolmente avvalendosi delle correnti a getto, che rendono più brevi e più economici gli spostamenti aerei da ovest verso est. Ne è un esempio il volo di ritorno dagli Stati Uniti per l’Italia che dura circa un’ora e mezza in meno rispetto a quello di andata.


Tempo di volo record, pari a 5 ore e 16 minuti, è stato quello impiegato dall’aereo di linea della British Airways che, volando da New York verso Londra, toccò punte di velocità rispetto al suolo pari a 1200 km/h, spinto da un vento di coda a favore di oltre 320 km/h e sfiorando la velocità del suono, pari a 1234 km/h.


Corrente a getto inversa


Nell’emisfero boreale esiste anche una terza corrente a getto, oltre a quella subpolare e subtropicale. A differenza di queste ultime due, si muove da est verso ovest, si forma in estate sopra ai continenti africani e indiani ed è responsabile dell’esistenza del monsone estivo.

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