Il sistema di allerta meteo italiano

13-Sep-2017

 Succede spesso che, a seguito di intensi fenomeni naturali che portano danni a persone e/o a cose, come è purtroppo avvenuto nei giorni scorsi nel comune di Livorno, ci si interroghi sulle responsabilità dell’accaduto per capire se, in qualche modo, la “macchina dell’allerta” non ha funzionato e se le eventuali conseguenze potevano essere evitate.

 

 

Nel nostro paese, chi ha il compito di allertare la popolazione su possibili rischi collegati a fenomeni naturali, è il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che è un sistema complesso, al cui interno co-esistono diverse realtà: le Amministrazioni Centrali dello Stato, le Regioni e le Province Automome, i Comuni e le Comunità Montane e altre strutture operative come il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, la Croce Rossa Italiana e altri soggetti.

 

Il Sistema Nazionale di Protezione Civile si occupa non solo del soccorso alle popolazioni colpite dall’emergenza e del superamento della stessa, ma svolge anche attività di previsione e prevenzione dei rischi connessi a determinati eventi naturali.

 

Bisogna innanzitutto precisare che non tutti gli eventi naturali di cui si occupa la Protezione Civile possono essere previsti, come ad esempio i terremoti, i maremoti o le eruzioni vulcaniche.

 

L’attività di previsione può invece essere eseguita nel caso di eventi collegati a condizioni meteorologiche particolari e avverse, che possono favorire ad esempio l’innescarsi di un incendio boschivo o provocare rischi di tipo meteo-idrogeologico (es. frane, scivolamenti di terra, crolli di roccia, colate di fango) o idraulico (es. allagamenti e alluvioni in genere dovuti all'incapacità di smaltire l'acqua caduta da parte di fognature e piccoli corsi d'acqua o dei corsi d'acqua più importanti, come torrenti e fiumi).

 

Previsione dei rischi meteo-idrogeologici e idraulici

 

Tra i fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici, per i quali la Protezione Civile svolge attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza vi sono: temporali e fulmini, rovesci di pioggia e grandine, alluvioni, frane, valanghe, neve e gelo, venti e mareggiate, etc. Come ricorda la Protezione Civile, il rischio meteo-idrogeologico e idraulico è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo: la densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano, aumentando l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.

A seconda del tipo di rischio, ogni Regione e Provincia autonoma, ha precedentemente suddiviso il proprio territorio in zone omogenee di allerta, ovvero ambiti territoriali omogenei per gli effetti attesi a seguito di eventi meteorologici avversi. Per ognuna di queste zone di allerta è stato istituito un sistema di soglie di riferimento a cui corrispondono degli scenari di rischio, distinti in livelli di criticità crescente. In figura vengono riportati i livelli di allerta, per un rischio meteo-idraulico generico, utilizzati dalla Regione Lombardia.

 

 

La previsione di questi fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici viene fatta dalla Rete dei Centri Funzionali costituita dal Centro funzionale centrale, presso il Dipartimento della Protezione Civile, e dai Centri funzionali decentrati presso le Regioni e le Province autonome, che elaborano, a partire dai dati meteorologici, geologici, geomorfologici e dalle modellazioni meteorologiche, idrologiche e idrauliche, gli scenari probabilisticamente attesi, anche attraverso l’utilizzo di modelli previsionali degli effetti sul territorio. In base a queste valutazioni, i Centri funzionali emettono bollettini ed avvisi

 

in cui vengono riportati sia l’evoluzione dei fenomeni sia i livelli di criticità attesi sul territorio.

 

Fase di allertamento

 

A seconda dei livelli di criticità dichiarati, è il Presidente della Regione che fa partire l’allertamento del Sistema di Protezione civile locale. Ogni Regione stabilisce le procedure e le modalità di allertamento del proprio sistema di protezione civile ai diversi livelli, regionale, provinciale e comunale.

 

Regione Lombardia, ad esempio, invia ai Comuni due tipologie di comunicazione a seconda dell’intensità dei fenomeni previsti: in caso di codice giallo viene inviata una comunicazione riportante come un particolare fenomeno si manifesterà in un determinato territorio (es. temporali forti) e suggerisce la predisposizione di attività operative minime iniziali di sorveglianza, anche se l’intensità è considerata affrontabile e gestibile localmente; in caso di codice arancione e rosso viene invece inviato un Avviso di Criticità regionale, che contiene il tipo di rischio, una sintesi meteorologica, una tabella con gli scenari previsti, le zone omogenee investite, i livelli di criticità e le fasi operative. Seguono le valutazioni degli effetti al suolo, le indicazioni delle azioni da intraprendere e una mappa sinottica del livello di allerta.

 

A questo punto spetta al Sindaco, come primo responsabile di Protezione Civile e come miglior conoscitore delle possibile problematiche del suo territorio, a seconda del rischio e dei diversi livelli di criticità valutati, mettere in atto il Piano di Emergenza.

 

Attualità

 

Nel caso del nubifragio di Livorno, la Regione Toscana ha inviato, nelle ore antecedenti al fenomeno, un’allerta arancione per i rischi idraulici e idrogeologici in molti comuni della Toscana, tra cui quello livornese, esplicitando anche i possibili scenari previsti, a seguito degli eventi meteorologici attesi.

 

Il codice arancione è sinonimo di criticità moderata e, come riportato dal sito della Regione Toscana è possibile che si verifichino possibili danni a strutture e infrastrutture, con annessi rischi per la popolazione, a seguito di eventi pericolosi e diffusi.

 

I cittadini, che dovrebbero essere informati e formati sulle procedure da attuare in casi di allerta, che potete trovare qui, possono seguire i bollettini sui possibili rischi che vengono emessi giornalmente sui siti della Regione di appartenenza. 

 

Sul sito della Protezione Civile potete, ad esempio, trovare i comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici.

 

 

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